La nuova stella del tennis sardo si chiama Lorenzo Carboni.

Quando, in una mattina come tante, ho letto il suo nome su un quotidiano, ho pensato a tutte le ore trascorse a guardare il tennis, di giorno, di notte, durante la pandemia. Ho pensato anche a tutte le biografie che ho letto, le più belle. Perché da Open di André Agassi, in poi, il tennis è entrato nel cuore di persone che di una racchetta e di una pallina verde, nemmeno sapevano l’esistenza. Personalmente il tennis mi ha salvato la vita, ma questa è un’altra storia, che forse un giorno racconterò con Lorenzo Carboni. Lorenzo ha 17 anni appena compiuti, e la sera del suo compleanno il regalo decide di farlo a me. Mi ha telefonato, e mi ha raccontato di quando è diventato il più giovane sardo a partecipare agli Australian Open, da Juniores. Era lo scorso mese, e da allora, la Sardegna che ama il tennis e l’Italia che in Lorenzo vede una speranza, tifa per lui:

“È stata un’esperienza incredibile. In tutti i sensi. Ho superato le qualificazioni, e già quello è stato un bellissimo risultato. Entrare in tabellone ha significato esserci. Ero emozionato, ho vissuto l’esordio in un Grande Slam. Avrei potuto forse fare qualcosa di più, ma me la sono goduta. Ho avuto la possibilità di andare a vedere qualche partita, e di respirare quell’aria. Bellissimo”

I riflettori si sono inevitabilmente accesi su di lei. Emozione, pressione. Cosa si prova?

“La gioia di essere lì per giocarsela. La sensazione di aver aggiunto un piccolo pezzo al puzzle della mia carriera”

Mi dice il primo ricordo che la lega al tennis?

“Sono al mare ad Alghero, ho tre anni e mezzo e chiedo a mio padre di giocare con i racchettoni in spiaggia. Lui pensava fosse il momento classico in cui si sarebbe stancato a raccogliere solo la pallina, invece abbiamo iniziato a fare qualche piccolo scambio. Da lì papà mi ha iscritto al Tarragona di Alghero, dove ho incontrato la mia prima maestra, che è stata Barbara Galletto, con la quale successivamente sono passato al TC Alghero a Maria Pia”

Chi le ha fatto fare il salto di qualità?

Giancarlo Di Meo. È stato decisivo ed è stato colui che mi ha proposto di lasciare la Sardegna per andare ad allenarmi a Bordighera, dove vivo e mi alleno tuttora”

Cosa vuol dire lasciare tutto e inseguire il sogno di una carriera?

“Significa che mamma e papà ogni due settimane si alternano con i miei nonni qui per non lasciarmi solo. Fanno la spola e mi accompagnano agli allenamenti. Mediamente mi alleno sei ore e mezzo o sette a seconda delle giornate. Significa avere Mattia e Loris, i miei più cari amici, lontani. Significa non vedere mia sorella tutti i giorni, e lei mi manca più di tutte. Il primo anno, quando sono arrivato qui, è stata dura. Ora capisco quanto sia stato utile. A tutti loro devo dire grazie, perché i sacrifici io li percepisco e la mia gratitudine per questo sarà eterna”

Ho visto qualche suo video su Youtube e ha dei bei colpi. Le capita mai di trovare delle somiglianze con qualche tennista?

“Tennisticamente assomiglio a Djokovic. È il mio idolo da quando ho iniziato a seguire questo sport. Abbiamo un gioco, che per quanto io non sia minimamente al suo livello, si somiglia, ad esempio, nella costruzione del punto da dietro”

Le capita di allenarsi con qualche big?

“Mi sono allenato con Raonic, con Dimitrov. Ho giocato e mi sono allenato con Nardi a Tirrenia. Tutti ottimi giocatori”

Carboni regge lo scambio.

“(ride n.d.r.) Si si. Altrimenti non si allenerebbero con me, glielo assicuro. Lo scambio c’è!”

Come sta il tennis italiano secondo lei?

“È un momento molto positivo. Oltre a Sinner, Berrettini, Musetti, Sonego, stanno emergendo anche Arnaldi e Passaro. Sono felice che il nostro paese stia coltivando dei talenti di questo livello”

Parliamo di lei: I suoi impegni per questa prima parte del 2023?

“Il 3 marzo andrò in Tunisia e starò lì tre settimane, per disputare tre tornei. Poi tornerò a Bordighera per una settimana ad allenarmi e ripartirò per Cap D’Ail in Francia e poi andrò a Milano per il primo impegno italiano”

La vedremo a Cagliari per il Challenger 175 di maggio?

“Stiamo definendo gli impegni per la stagione. Non sono in grado di confermarlo in questo momento”

Che obiettivi si è posto per la stagione?

“Con Gianluigi Quinzi, il mio allenatore, Andrea Volpini e Alessandro D’Itri siamo d’accordo sul fatto che devo proseguire nella costruzione di un percorso. Penso non sia semplice da spiegare, ma fondamentalmente non lavoro alla singola partita, o alla singola vittoria. Lavoro per confermare e trovare delle certezze in campo e acquisire quel qualcosa in più che mi permetterà di arrivare all’obiettivo”

Questa sera è il suo compleanno. Lei festeggia con me, rilasciando questa intervista. Volevo dirle che lo apprezzo molto.

“È parte del mio lavoro, è la mia vita. Ora faremo una cena con la mia famiglia e con Federica, mia sorella, che è venuta a Bordighera per festeggiare con me. A me basta questo. Sono molto felice di poter festeggiare i miei 17 anni con le persone che amo”

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