Guardo l’orologio. La mezzanotte è passata da un po’. Forse dobbiamo chiudere, ma noi volevamo fà gli americani, ma siamo nati in Italy, e quindi io e Mattia De Vivo ci salutiamo perché lui non è più in New Jearsey e io sono a poche decine di chilometri da lui. Capisco che c’è un mondo dentro Mattia, ed è un campo minato. Un ventitreenne che affronta il calcio con la mentalità dell’underdog, anche se in fondo poi domenica lo vedi in campo e ti sembra tuo fratello più piccolo. Uno che mischia le carte, sovverte i pronostici. Un ragazzo di Foggia che sbanca in primavera, poi va in America a giocare, arriva la pandemia, sembra (ripeto, sembra) che in Italia debba ripartire da zero e allora gioca il calcio più duro, quello meno americano, fatto di Campobasso o Melfi. Patrie del pallone in cui, diciamocela tutta, o sei De Vivo o non reggi. O giochi con il coltello tra i denti la domenica o il tifoso fa fatica a salutarti in mezzo alla strada, per essere diplomatici. Poi arriviamo noi, minerari che ci innamoriamo sempre di chi decide di mettersi “a disposizione”, espressione che Mattia mi ripete da un po’ di settimane che ci conosciamo.
Leggi tutto “MATTIA UNDERDOG DE VIVO. UNA QUESTIONE CHIAMATA SALVEZZA.”EZEQUIEL CORDOBA – INDIPENDIENTE GOLEADOR DE MAIPU’ E ORA SEMPRE DI PIÙ DEL CARBONIA CALCIO
Quando i suoi occhi, seppur pieni di quel gol che sabato ha regalato al Carbonia Calcio la quarta vittoria su quattro partite, sono diventati leggermente malinconici, al pensiero della commozione provata da mamma e papà, seduti davanti a un pc a Maipù, in Argentina, ho deciso di portare Ezequiel Cordoba a fare un viaggio assieme a me. Un viaggio lungo, che parte dalla serie B sudamericana, dove la sua ex squadra, la Indipendiente Rivadavia, ora si gioca la Primera B Nacional. Un percorso di tanti anni, giocato al massimo, nel quale Cordoba, due anni fa, salta su un aereo in direzione Civitanova.
Leggi tutto “EZEQUIEL CORDOBA – INDIPENDIENTE GOLEADOR DE MAIPU’ E ORA SEMPRE DI PIÙ DEL CARBONIA CALCIO”MAURO ALCARAZ E SANTIAGO BRAILLY. LA FRATELLANZA IN NOME DEL CALCIO. DEL CARBONIA CALCIO
Due fratelli. Che si conoscono in giro per il mondo. E che quel mondo si chiami Germania, Grecia, Spagna, ossia tutti campionati in cui almeno uno dei due ha militato, poco importa. Si sono scelti. È nata un’amicizia che è anche un cerchio attorno a due connazionali. Un trentenne di Viedma e un ventitreenne di Buenos Aires. Mauro Alcaraz e Santiago Brailly. La classe di un portiere severo, e la grinta di un difensore agguerrito su ogni pallone. Sono i nuovi volti argentini, assieme a Ezequiel Cordoba, che illuminano il Carbonia Calcio e lo Stadio Zoboli, spingendo la squadra mineraria verso un traguardo che non si chiama solo salvezza:
“(Alcaraz): A me piace pensare che la squadra che si è creata possa arrivare più avanti della salvezza. Siamo un bellissimo gruppo e stiamo crescendo molto”.Leggi tutto “MAURO ALCARAZ E SANTIAGO BRAILLY. LA FRATELLANZA IN NOME DEL CALCIO. DEL CARBONIA CALCIO”
Finalmente allo Zoboli. È casa tua, Maurizio.
Ho sperato che tornassi, straniero. Quando sperduto in chissà quale assurda provincia dell’Olanda, mi mandavi messaggi vocali alle ore più disparate del giorno e della notte. Maurizio ha sempre fatto emergere quel lato fraterno che ho con pochi. Quell’istinto di protezione che si ha quando persone a cui inevitabilmente ti leghi, fanno scelte dettate dall’età, dalla ribellione degli anni in cui è giusto essere soprattutto così.
Andrea Porcheddu. Il mio senso di restare al Carbonia Calcio
Arrivo con un po’ di anticipo rispetto all’orario in cui terminano gli allenamenti e nel quale ci siederemo sulle tribune dello Zoboli per iniziare assieme l’anno che accompagnerà Sportisola nel mondo del Carbonia e Andrea Porcheddu nell’anno più impegnativo della sua carriera.
Ph: Fabio Murru
Leggi tutto “Andrea Porcheddu. Il mio senso di restare al Carbonia Calcio”Calcio, fratellanza e curiosità di un protagonista del calcio sulcitano. Il presente di Andrea Mastino.
C’è una storia, al Carbonia Calcio, che basterebbe raccontare con una foto, uno sguardo tra i due, o semplicemente con la parola fratellanza, e che qui, rispetto ad altri contesti, prende il giusto significato, perché il legame c’è ed esiste davvero. Ieri ho visto per la prima volta Andrea e Fabio Mastino giocare assieme, dalla stessa parte del campo. Ho provato a capire non solo cosa si provi ad avere un fratello che coltiva i tuoi stessi sogni e le tue stesse ambizioni, ma anche cosa significhi ritrovarlo dalla stessa parte del campo. Così l’ho chiesto direttamente ad Andrea, che nel derby minerario ha giocato una gara fatta di tante sfumature e colori:
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