Riascoltando alcuni passaggi dell’intervista fatta a Francesco Sideri, mi rendo conto che forse, esercitando fino al midollo la professione di giornalista, io abbia esercitato la figura dell’ariete, che cerca di solcare e scavalcare un muro col quale giustamente Francesco ha scelto di proteggere le sue emozioni. L’ho fatto perché il mondo che gli abita dentro mi ha affascinato molto, fatto di silenzi, di respiri profondi a cui talvolta ha scelto di abbandonarsi. Sideri è una speranza, anche solo per la risposta così decisa, così sicura di sé, con cui giustifica il suo ritorno in Sardegna:
“Sicuramente ci sono delle vicissitudini personali che mi hanno portato a questa scelta. Ma anche l’ambizione di scrivere una pagina nuova assieme a Sarroch”
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