foto di Alessandro Sanna
Luca Scognamillo rappresenta la scuola del metodo applicata alla filosofia del calcio. Serio, caparbio, sicuro di dove poter arrivare e di quali strumenti utilizzare per poterci arrivare, Luca è una delle pedine più importanti del Sassari Calcio Latte Dolce che vince, ambisce e cresce settimana dopo settimana nel campionato di Eccellenza regionale:
“Siamo in vetta alla classifica, è vero, ma rimanere in alto nelle prossime settimane sarà tutt’altro che facile. Abbiamo avversarie come Budoni, l’Ossese e il Taloro Gavoi che hanno allestito delle squadre di tutto rispetto e stanno esprimendo un calcio di altissimo livello. Da tutto questo bisogna difendersi ed evitare l’assalto che comincerà già col girone di ritorno”
Con quali armi?
“Siamo una squadra molto affiatata, un gruppo coeso con il quale già dall’estate abbiamo cominciato un lavoro importante, volto a fare il meglio possibile per puntare in alto in questa Eccellenza”
Scognamillo vuole fare la differenza?
“Io vorrei che il Sassari Calcio Latte Dolce facesse la differenza. Certamente, spingere in attacco e andare a segno la domenica è direttamente proporzionale ai punti che la squadra sta conquistando e che ci permettono di rimanere in una posizione di grande rispetto. Mi piace ragionare sul contributo di tutti, più che sulla mia singola prestazione in attacco”
Un anno importante. Ma forse lo sarà più il prossimo.
“Ragioniamo anno per anno. Siamo in Eccellenza, sono in Eccellenza per ora ed è un campionato con cui voglio misurarmi. Poi mi rendo conto di non essere più in quota under, tantomeno di essere il più giovane della rosa. Quindi ogni anno è determinante per la mia carriera futura”
Come si trova a giocare contro alcune ex squadre. Penso all’Ossese, ad esempio.
“Ricevo ancora stima quando gioco contro le società con le quali ho giocato, come ad esempio l’Ossese. Mi fa un enorme piacere concludere l’incontro e ricevere il saluto di persone che fanno parte della squadra, o della dirigenza o dei tifosi. È una bella soddisfazione, perché significa che ho svolto il mio lavoro con serietà e lasciando un bel ricordo di ciò che sono stato in quelle stagioni”
Lo scorso anno ha mancato la promozione per un soffio. Fa male?
“Lì per lì sì. Vivi con rammarico il fatto che magari potevi fare di più, o potevi giocare meglio alcune gare. Quindi ci pensi, ci rimugini, ma poi da qualche parte bisogna trovare lo stimolo per ripartire. Io ho avuto la possibilità di tornare al Sassari Calcio Latte Dolce, dove ho trascorso alcuni anni della mia carriera molto belli e importanti. Forse ripartire da una squadra in cui sai di essere apprezzato e di poter fare bene è il vero stimolo”

Dalle sconfitte ci si cura o non si guarisce mai?
“Io sono uno che le digerisce con difficoltà. Mi piace vincere, sempre. Può essere banale come considerazione, perché a nessuno piace perdere”
No, non lo è. Penso a come ci si riprende da un campionato perso all’ultimo minuto.
“Pensi di aver buttato un anno. Lo pensi per un attimo. Poi il calcio è anche questo. E ti porti dietro i bellissimi ricordi. La vera cura è ricordarsi ciò che di meglio si è fatto con la propria squadra”
A cosa ha rinunciato per il calcio?
“A qualche sabato con gli amici o a qualche vacanza invernale. Direi un sacrificio fattibile, viste le soddisfazioni che lo sport è in grado di restituirti”
Cosa le piace invece del calcio?
“La gioia di condividere la vittoria con i compagni di squadra”
Il suo valore aggiunto?
“Lavorare duramente per dimostrare ciò che sono”


