Ferrini Quartu nel segno di un nostalgico e sognante Mauro Graviano

Di Roberto Zucca

(foto di Simone Boi)

Fa sognare Quartu e tutto il suo basket partita dopo partita. Mauro Graviano è ciò che si direbbe sportivamente un condottiero, un trascinatore. È un giocatore capace di far sognare con le sue giocate e le sue parole, figlio di un basket che stento a trovare se non in pochi come lui. Mauro arriva da una personale e in generale molto positiva stagione, nella quale la Ferrini Quartu sta dominando il campionato di C regionale. L’ultimo successo lo ha centrato con il Sant’Orsola, squadra ostica, sconfitta sabato per 89-58:

“Era una partita molto importante, sia perché le precedenti due sfide quest’anno le abbiamo perse, e sia perché vincendo li avremmo un pochino allontanati, in ottica di griglia playoff. Per questo motivo ci siamo preparati bene in settimana, nonostante qualche assenza. Ci siamo presentati senza Pedrazzini e Saba, ma a loro mancavano elementi importantissimi come Casula, Pilo e Basoli, ma sono comunque una squadra fortissima. Noi abbiamo fatto ciò che dovevamo fare, non sottovalutandoli per le assenze. Abbiamo messo suo binari giusti la partita da subito, riuscendo a far ruotare anche i ragazzi più giovani”

Graviano ne ha messi 28 a canestro. Stagione personale da promuovere?

“Dopo le vacanze di Natale mi sono sentito un pochino meglio fisicamente. All’inizio della stagione ho avuto qualche problemino trascinato dallo scorso campionato. Ora sto meglio, ma anche prima di Natale penso di aver fatto delle buone prestazioni, dando alla squadra ciò che serviva. Ora, a causa di qualche guaio fisico di alcuni compagni, è servito alla squadra fare qualche punto in più e mi sono fatto trovare pronto, ma nulla di trascendentale. Posso finora essere soddisfatto, ma l’importante è quello che viene d’ora in avanti, anzi per ora l’importante è quello che viene domenica prossima”

Mauro Graviano – Simone Boi Ph.

Di Ermanno Iaci, il suo maestro, cosa le manca di più?

“Di Ermanno potrei parlarne per ore. Così faccio coi miei amici con cui sono cresciuto, e così faccio anche con i dirigenti e allenatori della Ferrini. Prendo spesso il suo esempio e da lui prendo spunto quando mi interfaccio coi ragazzini delle giovanili, con cui mi piace trascorrere del tempo prima dell’allenamento. Chi non l’ha conosciuto non può capire, penso sia una persona unica, sia dal punto di vista cestistico che umano. La sua  carriera non si discute, ciò che ha insegnato a migliaia di ragazzi e ragazze neppure, ma quello che ha dato umanamente a me e a tutti noi “cepini” è inimmaginabile. Valori che adesso purtroppo è sempre più raro trovare nei campi, ma soprattutto negli istruttori o negli allenatori. L’ho avuto come istruttore per tutto il minibasket, e proprio le cose imparate da lui credo che siano i miei punti di forza in campo. Ma anche dopo il minibasket è stato una presenza importantissima, i suoi immancabili fischi dopo una bella giocata ti facevano gioire e capire di aver fatto una figata”

Sognare la B oggi. Mi dica se ci pensa almeno un pochino?

“Purtroppo queste continue riforme dei campionati non aiutano, anche per gli anni prossimi non è ancora chiarissimo cosa succederà. Il salto dalla C regionale alla B è un bel salto, l’abbiamo visto con l’Accademia. Quando sono arrivato alla Ferrini avevo quell’obiettivo, non è andata bene ma probabilmente la società non sarebbe stata pronta. A me piacerebbe tornare a giocare in campionati nazionali, ma purtroppo vincere i campionati ormai non basta più. Un pensierino ovviamente c’è sempre, credo che una città come Quartu meriti qualcosina di più, e continuerò a provarci. Se non ci fosse un obiettivo cosi, sarebbe difficile continuare con questo impegno”

Mauro Graviano – Simone Boi Ph.

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