Impossibile non notarlo nel campo di Sarroch. Arriva dove altri sognano di toccare palla, attacca qualsiasi pallone e dimostra di avere un’intesa perfetta con Victor Zivojinovic. Floride Ntotila è uno dei gioiellini della squadra che sta cercando di battere qualsiasi record nella serie B maschile di volley. Imbattuta da venti turni (diciotto di campionato e due di coppa), oltre che a 10 punti dalla seconda del girone, quel Cus Cagliari che lui conosce molto bene.
Ntotila, dica la verità. Volete battere qualsiasi record?
“Sabato è arrivata la diciottesima vittoria in campionato e la 20esima complessiva, contando anche la fase di qualificazione per la Coppa Italia. L’obiettivo è quello di continuare a spingere più che possiamo, mantenere questo tipo di continuità continuando ad esprimere il nostro gioco in ogni occasione, indipendentemente dall’avversario e non guardando la classifica e i punti che ci separano”
Il 7 e 8 aprile arriva la Coppa Italia.
“Le squadre arrivate alla final four sono sicuramente tra le squadre più competitive dei gironi di serie B di tutta Italia. Il livello è e sarà sicuramente altissimo e questo ci sprona ancora di più perché è un qualcosa di aggiuntivo per il nostro percorso”
A Sarroch toccherà subito Acqui Terme.
“Si, dove gioca il mio migliore amico e sono sicuro che sarà una partita di alto livello, rimembrando anche le grandi sfide a livello giovanile giocate. Poi ci sarà anche l’ex giocatore della nazionale Matteo Martino, che non penso abbia bisogno di presentazioni”
Sarroch in Coppa per?
“Dare il massimo anche perché non abbiamo nulla da perdere. Per gran parte dei componenti della squadra è la prima volta. A questo punto tutto ciò che succederà in Coppa sarà un qualcosa in più sia per il nostro bagaglio tecnico che per il proseguo del campionato”

Quarto anno in Sardegna. In cosa si sente più “sardo” dopo tutti questi anni?
“Premettendo che mi sono bastate due settimane per innamorarmi di questa magnifica terra che è la Sardegna, ho conosciuto molte persone che mi hanno fatto sentire a casa dal primo momento. Penso che un vero sardo ami la propria terra, il proprio cibo e le persone. Una delle cose che probabilmente mi fa sentire sardo è l’attaccamento alla maglia e all’Isola, perché giocando a Sarroch non rappresento solo la società, ma mi sento di rappresentare un’intera comunità che vuole emergere a livello nazionale. Le racconto una cosa: dieci anni fa giocai contro Sarroch per la prima volta da libero ed ero un solo un ragazzino con dei sogni. Oggi solo una piccola parte di quei sogni sta prendendo forma, ma non bisogna mai accontentarsi perché il cammino è ancora lungo”
L’Isola l’ha cambiata un pochino?
“No. Mi ha solo ricordato chi sono e perché faccio ciò che faccio”
Due settimane fa ha vinto il derby contro il Cus Cagliari, con cui lei ha giocato nella sua prima stagione isolana. Quanto galvanizza la vittoria di un derby?
“I derby tra Sarroch e Cus Cagliari sono sentiti sempre da anni, perché ci sono ex giocatori che giocavano nelle squadre opposte e per le amicizie che ci legano. Entusiasma sicuramente perché passare da Cus a Sarroch e avere la possibilità di giocare contro i tuoi ex compagni è stimolante. Loro ti conoscono ma anche tu conosci loro, quindi poi per un motivo o l’altro ci si ritrova sempre a giocare partite intense. Dopo il fischio finale, si beve assieme come una grande famiglia nonostante la “rivalità” sul campo”
A chi è rimasto più legato di quell’esperienza?
“Ad oggi sono rimasti al Cus Cagliari Muccione, Vitali, Cassaro ed Enna. Tra tutti, quello a cui rompo più le scatole è il Boss (ride n.d.r.). Lei scriva così, lui sa chi è. In generale, sono rimasto in buoni rapporti con tutti quanti”

