Finalmente allo Zoboli. È casa tua, Maurizio.

Ho sperato che tornassi, straniero. Quando sperduto in chissà quale assurda provincia dell’Olanda, mi mandavi messaggi vocali alle ore più disparate del giorno e della notte. Maurizio ha sempre fatto emergere quel lato fraterno che ho con pochi. Quell’istinto di protezione che si ha quando persone a cui inevitabilmente ti leghi, fanno scelte dettate dall’età, dalla ribellione degli anni in cui è giusto essere soprattutto così.

Con Cinus si è creato sempre quel desiderio di fare la paternale e contemporaneamente di perdonare qualsiasi cosa dicesse o facesse nella sua vita calcistica.

Ha quel sorriso sornione, quella faccia da schiaffi che sa di avere e a cui finisci per credere sempre. È anche un ragazzo onesto, giudizioso, buono. Che quando decide di mettersi a nudo, nel qual caso durante un’intervista lo fa senza alcun filtro. È così che in una giungla di storie in cui le persone e i personaggi spesso si fa fatica ad individuarli al primo colpo, ci siamo incontrati e scelti più di un anno fa. Un anno all’estero durissimo, un infortunio, la voglia di lasciare tutto, l’operazione, il recupero. E Carbonia. Una montagna russa che ti tiene sospeso in una bolla che se lo conosci, sai che andrà così sempre.

Dove sei ora Maurizio. Dimmi quello che vedi.

“Sono nel posto in cui volevo essere. Ho considerato e messo sul tavolo diverse variabili. Volevo seriamente lasciare il calcio alla fine della scorsa stagione. È stato tutto troppo duro, troppo pesante da vivere in solitudine. Non ho visto campo, partite per moltissimo tempo dopo il mio ritorno. Non volevo continuare. Poi il telefono ha cominciato a squillare, mi sono operato e ho cercato di capire se riparire da qui, dalla mia terra, sarebbe stato diverso”

Perché hai detto sì alla telefonata del Carbonia?

“Perché questa è la mia storia. Mi piace venire qui, tornare a Calasetta la sera, giocare in questo stadio, vivere le vicissitudini di questo gruppo. Il presidente Canu mi ha voluto, ha saputo trovare le parole giuste per convincermi ad accettare il progetto di questa stagione e ha capito quali fossero le mie esigenze”

Domenica il Carbonia ha trovato i primi tre punti.

“Una vittoria importante. Non ha idea della voglia che avevo di giocare quella partita. Non era il derby, era una partita con tante persone con cui sono cresciuto calcisticamente. Ma ho saputo aspettare. Ho imparato, l’ho promesso anche al nostro Stelio, che devo avere pazienza”

Si aspetta che cosa esattamente?

“Voglio provare a dire la mia in questo Carbonia. Voglio potermi giocare l’Eccellenza, e sono contentissimo di essere tornato in un campionato così. È bello soprattutto farlo da qui, che è un po’ casa. Una casa sotto il cui tetto vorrei passare molto molto tempo”