Ho imparato, qualche giorno dopo la fine dell’intervista, che in spogliatoio è per tutti Isss, con tre esse. Pensavo fosse El Profeta, ma quello è un po’ per tutti, perché è il suo nickname su Instagram. Non so però quanto Lorenzo Isaia sia alla portata di tutti. Intendo dire che il vero Isaia forse noi pennivendoli non lo conosceremo mai, poiché combattuto da una facciata, più che faccia un po’ spavalda e a tratti leggera e invece una dimensione più intima che devi attendere il momento giusto per vederla. Qualche mese fa, ad una partita dell’Iglesias mi è capitato di vederlo in solitaria, poco prima del fischio di inizio. Forse non pensava di essere notato, dato che in campo era un gran vociare e lui non partiva nemmeno dai titolari.
Lorenzo si è preso un attimo e si è messo in disparte. Ha letteralmente misurato, inquadrato le sue vittime, raccolto le idee su come impostare il suo gioco ed è andato ad accomodarsi in panchina. Aveva tutto ciò che gli serviva, e la stessa scena l’ho vista ripetersi in altre due o tre partite. Forse è questo l’Isaia per pochi? Non lo so. Certamente mi è stato chiaro sin dal primo incrocio di sguardi e intenti e dalle prime battute delle nostre chiacchierate che Lorenzo ama profondamente il calcio. Ma soprattutto, che di calcio vuole vivere e non vivacchiare. È ambizioso, lavora, ha visione e si fa sempre trovare pronto. Nell’ultima gara si è fatto talmente trovare preparato che ha messo insieme il terzo gol e un secondo successo consecutivo che ha fatto uscire l’Iglesias dallo spauracchio in cui si era inspiegabilmente rifugiata da inizio campionato.

Ed ora, chiedo ad inizio intervista?
“Ed ora c’è da continuare ciò che abbiamo iniziato nelle ultime settimane. Il carico di lavoro che abbiamo portato avanti e che ci ha fatto ottenere due vittorie importanti e di totale sblocco non può affievolirsi o rallentare. Dobbiamo andare avanti. Questa squadra ha occupato una posizione ingiusta in classifica, e proprio per questo ognuno di noi si è preso le responsabilità del caso. Quello che provo dopo la vittoria di domenica contro Barisardo è una sensazione molto positiva”
Ad Iglesias Isaia arriva per?
“Ambizione. Il progetto era quello di costruire un organico che puntasse alla promozione. Non siamo partiti col piede giusto e ad un certo punto ci siamo tutti guardati in faccia e abbiamo capito che dovevamo compattarci maggiormente, analizzando insieme la situazione e capendo come uscirne. Nessuno di noi vuole stare in fondo alla classifica perché ognuno è venuto qui con la pretesa di fare bene”
L’amicizia ha contato nella scelta?
“Sicuramente i rapporti creati l’anno precedente a Carbonia hanno influito sulla scelta. Oltre a Pitzalis, a cui mi lega una grande amicizia, ci sono Porru, Mastino, Ayrton. Persone con cui ho condiviso esperienze importanti. Conoscevo Gigio Illario e ho detto sì anche io in estate. Ora le dico che ho fiducia in ciò che stiamo creando”

L’Iglesias può ancora salire in alto?
“Decisamente sì. Scriviamolo”
Faccio l’avvocato del diavolo: perché non ha scelto di riavvicinarsi a casa quest’anno?
“Questa è la mia seconda casa. A Roma ci posso andare alla prima occasione utile per trovare la mia famiglia e gli amici. Qui ho trovato un ambiente idoneo in cui pensare solo e unicamente al calcio. Le distrazioni sono pari a zero, a parte stare ogni tanto con gli amici e i compagni di squadra di sempre. Gioco da quattro anni in Sardegna. È una terra da cui non me ne vorrei mai andare e nella quale mi sono costruito una maturità e una mia indipendenza. Per me questo è un aspetto importante”
Dove vorrebbe arrivare?
“In serie D. Con la maglia dell’Iglesias e con gli amici che ho qui sarebbe doppiamente bello”
In D per fermarsi?
“Intanto faccio il salto di categoria, poi continuerò a costruirmi il mio percorso, e prendendo le misure con la D sarda dei prossimi anni”
Da chi dovrete guardarvi le spalle ora?
“Ogni gara è importantissima per noi. Certamente ci sono squadre, togliendo l’Ilva, che stanno facendo molto bene e che saranno ostacoli durissimi. Una che mi ha stupito molto in questo senso è l’Ossese. Una bella compagine da cui certamente tutte dovranno guardarsi”

