Alessandro Serra. Con la Ferrini nel cuore, il mio presente all’Asseminese.

Ciò che ho più invidiato del suo modo di raccontarsi è l’energia da 19enne che sprigiona. Alessandro Serra, uno dei portieri più giovani della Promozione regionale è un fiume in piena quando parla di sé. Giocatore dell’Asseminese, studente di Digital Marketing, lavoratore a tempo pieno per una celebre azienda italiana del caffè, e molto altro, Alessandro sarà uno spettatore d’eccezione il prossimo sabato nella difficile gara tra Asseminese e la prima della classe Villasimius:

“Per il fatto di essere squalificato, sono ancora rammaricato dal dover essere solo tifoso di una partita così importante. La sfida sarà accesissima, in quanto siamo alle battute finali e alla disperata ricerca, entrambe, di punti preziosi. Loro per salire, noi per sperare nei playout. Sabato ci giocheremo tutto, anche se a noi mancherà ancora l’ultima sul campo di Gonnosfanadiga”

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Da Massa, via La Spezia, per approdare ad Arzachena. La vita e il calcio di Matteo Marinari

Il suo arrivo ad Arzachena fu uno dei primi dopo l’entrata in scena del Presidente Gabriele Volpi. E se non fosse per alcuni tratti somatici e una chioma bionda più nordica che isolana, si direbbe che Matteo Martinari sembra ormai un sardo d’adozione. Massese di nascita, ma cresciuto calcisticamente nelle giovanili di La Spezia, Marinari è una certezza della formazione dell’Arzachena Academy

“Mi trovo molto bene ad Arzachena. È ormai la mia quarta stagione e direi che mi sono perfettamente ambientato. Amo la tranquillità del luogo, così come la possibilità di poter stare vicino al mare. Mi capita di incontrare i tifosi, perché qui alla fine ci conoscono tutti, e giocare in un paese così raccolto e così vicino al calcio è stimolante”

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Calcio, fratellanza e curiosità di un protagonista del calcio sulcitano. Il presente di Andrea Mastino.

C’è una storia, al Carbonia Calcio, che basterebbe raccontare con una foto, uno sguardo tra i due, o semplicemente con la parola fratellanza, e che qui, rispetto ad altri contesti, prende il giusto significato, perché il legame c’è ed esiste davvero. Ieri ho visto per la prima volta Andrea e Fabio Mastino giocare assieme, dalla stessa parte del campo. Ho provato a capire non solo cosa si provi ad avere un fratello che coltiva i tuoi stessi sogni e le tue stesse ambizioni, ma anche cosa significhi ritrovarlo dalla stessa parte del campo. Così l’ho chiesto direttamente ad Andrea, che nel derby minerario ha giocato una gara fatta di tante sfumature e colori:

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C’era Sportisola e gli Anni di Che belli erano i derby…

Forse sono il solito nostalgico, che al solo sentire, allo stadio Zoboli di Carbonia, le note de Gli anni degli 883, ho cambiato l’incipit di questo pezzo, e ho deciso di essere la versione di me più nostalgica. Voi vi ricordate tutti i derby a cui avete assistito e soprattutto giocato, nella vostra vita? Siete d’accordo con me, cosa su cui non trovo spesso il benestare dei diretti protagonisti (o almeno non più, forse prima si era più nostalgici sic!), che i derby siano sempre partite più sentite delle altre? 

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Maurizio Cinus: l’Olanda del grande calcio con la Sardegna nel cuore

Succede che Maurizio Cinus risulti essere l’intervista più cliccata dello scorso anno. Succede che le persone che nei mesi hanno scritto alla pagina di Sportisola per sapere dove fosse finito il talento calasettano, si sono moltiplicate pian piano. Succede che Maurizio è uno di quei ragazzi a cui umanamente si finisce per legarsi, perché l’onestà, ma anche la fragilità e assieme la forza e la speranza che esprime, crei un bel mix. Con Maurizio ci scriviamo nei mesi successivi alla fine della sua avventura in Sardegna. Ha deciso di andare all’estero, ma è restio a parlare, perché non è un momento semplice da gestire. Il distacco, il fare i conti con scelte che possono apparire più grandi di ciò che sono, la novità, le aspettative e le delusioni, non lo rendono tranquillo.

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Che giri fanno due vite per Andrea Satta. Il presente e il futuro all’insegna del calcio e dello sport

Sono rimasto colpito dalla maturità di Andrea Satta. Perché essere capace, a 27 anni, di scrivere in parallelo due vite come la sua, non è semplice. Ma Andrea è forte proprio per questo, perché è in grado di restare in piedi sull’onda e surfare senza paura, tra un presente calcistico fatto di Budoni, la squadra che domina il campionato di Eccellenza, e l’aspirazione di crearsi un futuro nello sport in un ruolo diverso.

Posso chiederle che sensazione prova a giocare ogni domenica, pensando di doversi destreggiare in un’eterna lotta alla leadership con il Latte Dolce? 

È stressante quanto stimolante, e vuoi o non vuoi le cose sono strettamente collegate l’una con l’altra tramite una cosa, ossia il risultato. Non puoi mai sbagliare mai, devi sempre vincere, non puoi concederti nessun passo falso, niente di niente e si sa, nel calcio esistono gli episodi negativi che possono condizionare una gara ed a questo punto condizionano un campionato intero. È bellissimo da amante di questo sport dover vincere perché in fondo nessuno gioca per partecipare. Si gioca per vincere, quindi quella linea sottile tra stress e stimolo è fondamentalmente totale goduria.

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Daniel Anedda. Il valore del dodicesimo uomo.

Nel gioco del calcio e non solo, il dodicesimo uomo può avere vari ruoli. Non importa se ad ogni allenamento, ad ogni incontro, ad ogni primo tempo, potrà e dovrà essere a disposizione. Ho scelto di intervistare Daniel Anedda, centrocampista del Sant’Elena Q.C.U., perché le storie migliori non arrivano solo da chi in campo presenzia ogni domenica, ma anche da chi il campo lo vive (purtroppo) da fuori, ma lo vive. E non è un obbligo, ma è una scelta. Per chi non conoscesse la sua storia, che non è la sola, Daniel arriva al Sant’Elena dalla Promozione con l’entusiasmo di chi pensa di giocarsi un anno importante. Ma il crociato si rompe, Anedda finisce la stagione poco dopo averla cominciata e il suo destino è quello di attendere il prossimo anno per poter ricominciare:

“Non è mai facile guardare i tuoi compagni di squadra fuori dal rettangolo di gioco senza poter contribuire fisicamente, partita dopo partita. Nonostante l’infortunio, che mi terrà fuori ancora per molto tempo, cerco, salvo problemi con il lavoro di essere sempre presente agli allenamenti, alle partite e alle trasferte”

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Luca Scognamillo. Metodo e filosofia al servizio del Sassari Calcio Latte Dolce

foto di Alessandro Sanna

Luca Scognamillo rappresenta la scuola del metodo applicata alla filosofia del calcio. Serio, caparbio, sicuro di dove poter arrivare e di quali strumenti utilizzare per poterci arrivare, Luca è una delle pedine più importanti del Sassari Calcio Latte Dolce che vince, ambisce e cresce settimana dopo settimana nel campionato di Eccellenza regionale:

“Siamo in vetta alla classifica, è vero, ma rimanere in alto nelle prossime settimane sarà tutt’altro che facile. Abbiamo avversarie come Budoni, l’Ossese e il Taloro Gavoi che hanno allestito delle squadre di tutto rispetto e stanno esprimendo un calcio di altissimo livello. Da tutto questo bisogna difendersi ed evitare l’assalto che comincerà già col girone di ritorno”

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Andrea Porcheddu. Il calcio fatto da testa, cuore e piedi.

A 23 anni Andrea Porcheddu ha conquistato il campo e gli addetti ai lavori con un mix di testa, cuore e soprattutto di piedi che macinano gol e parecchi sogni. Protagonista indiscusso di questa stagione nel Carbonia Calcio, Andrea traccia una linea di demarcazione tra ciò che la compagine mineraria ha conquistato e ciò che deve ancora ottenere in questo difficile campionato di Eccellenza:

“Penso che il Carbonia possa guardare questo inizio di stagione in maniera assolutamente positiva. Abbiamo conquistato la finale di coppa Italia a cui, sia noi che la società, teniamo molto. Inoltre siamo a tre punti dai playoff, quindi abbastanza soddisfatti di quanto fatto finora”

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L’uomo dell’esperienza. Jacopo Malesa si racconta.

Jacopo Malesa è l’uomo dell’esperienza, e non solo. Terzino esperto, volto conosciutissimo nel girone di Eccelenza, sta affrontando la nuova stagione a Porto Rotondo con la forza e la caparbietà di chi è navigato, oltretutto dopo una meritatissima promozione con la maglia dell’Ilva, di cui lo scorso anno è stato un assoluto protagonista:

“È un campionato equilibrato, credo lo sia fino alla fine. Io posso parlare della mia squadra che fino ad ora si è giocata a testa alta tutte le partite. Le sconfitte che abbiamo subito sono state tutte di misura e di cui la maggior parte addirittura passando in vantaggio”

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