Marco Pistidda. Inseguire i propri sogni con la Bonga Surf School.

(foto di Luca Piga)

Durante la notte antecedente all’intervista, mi sono addormentato con l’azzurro, il turchese delle onde in cui l’ho ritrovato, mentre sfogliavo l’album dei ricordi della sua vita. Ho chiuso gli occhi pensando a quanto Marco Pistidda sia stato fortunato, ma soprattutto coraggioso. Nel cercare di essere ciò che voleva essere. Nel rischiare di abbandonare una vita ordinaria, per inseguire la straordinarietà del suo presente. Nel sognare di arrivare a cavalcare le onde che sin dall’adolescenza sognava di affrontare:

“Avevo dodici anni quando in televisione trasmettevano Beverly Hills 90210, e nel cui telefilm, ho visto Luke Perry cavalcare le onde californiane. È stato in quel momento che ho sognato di imparare anche io a surfare. Soprattutto, ho lavorato per fare sì che il mio lavoro coincidesse esattamente con tutto ciò che vedevo in quelle bellissime immagini”

Successivamente si è comprato la prima tavola ed è partito tutto da lì.

“A diciassette anni sono andato a Sassari e ho acquistato nell’unico negozio del Nord Sardegna che vendeva materiale da surf tutto il necessario. Da quel momento ho iniziato ad imparare le basi e poi quello è diventato il mio sport”

Nel quale si afferma a livello nazionale e internazionale.

“Ho vinto diverse tappe nazionali, anche nell’Isola, ricordo ad esempio Capomannu o Badesi. Vincere una tappa del campionato in Sardegna è una soddisfazione particolare”

Il ricordo più bello?

“I mondiali in Portogallo. Forse il momento più alto. Esserci è stata già una vittoria. Gareggiare col meglio della disciplina anche”

Quando ha capito che quella doveva essere la sua vita a tempo pieno?

“Nel 2014 ho creato la Bonga Surf School, una scuola itinerante partita nel giorno in cui col mio furgoncino e qualche muta regalata dagli amici, sono partito da Porto Ferro, il mio home spot, per trovare degli appassionati che volessero seguirmi in questo progetto che ha avuto varie evoluzioni”

Diciamo un progetto che due anni dopo ha coinvolto un altro componente della famiglia.

“Mio fratello Riccardo. Oggi io sono direttore tecnico, lui il direttore operativo della scuola e istruttore L1. Ma il team della Bonga Surf School coinvolge molte più persone. Ci sono gli istruttori Marta Velli, Maria Luisa Maiorano e Gabriele Meloni, poi abbiamo Cesare Gambarota, direttore commerciale, Salvatore Maninchedda, giudice ISA ed esperto di surf e windsurf. Infine abbiamo Federico De Pascalis che è un biologo marino innamorato degli sport acquatici”

Quanti corsisti seguite?

“Più di ottocento l’anno”

Un numero da capogiro.

“Vengono da ogni parte del mondo a Porto Ferro, che è la sede della scuola, a praticare sia il surf che il Sup”

Il luogo più lontano?

“Abbiamo avuto degli australiani e dei californiani che si sono innamorati delle onde di Porto Ferro. Nei loro occhi l’entusiasmo di chi viene in Sardegna per trovare non solo una scuola, ma una specie di comunità, di famiglia allargata che si è creata attorno alla scuola”

È diventato anche docente dell’Università di Sassari.

“Con Maria Luisa Maiorano e gli altri istruttori abbiamo progettato un corso di Sport Acquatici che grazie alla Prof.ssa Lucia Cugusi, abbiamo portato avanti nello scorso anno accademico. Un corso che ha visto i ragazzi coinvolti nella storia e nell’evoluzione delle discipline, oltre ad una parte pratica che si è svolta a terra e nelle acque di Porto Ferro per familiarizzare meglio col surf. Il corso riprenderà anche nel prossimo anno accademico. Mi permetta anche di dirle che nel mese di febbraio 2023 lanceremo anche un progetto, sempre in partnership con l’Università di Sassari, che per me ha una valenza sociale molto importante”

Un progetto terapeutico legato agli sport acquatici.

“Esatto. Partendo dal presupposto teorico che esiste un beneficio nella pratica dello sport, coinvolgeremo dei pazienti affetti dal morbo di Parkinson e selezionati da un’equipe medica dell’Università di Sassari, in un’attività sportiva acquatica. Credo molto nell’effetto positivo che una pratica sportivo può generare all’interno di un percorso terapeutico”

Per qualsiasi informazione relativa alle attività della Bonga Surf School è possibile consultare il sito

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