Simone Casula. La Sardegna, l’amore per la danza e un percorso stupendo a Ballando con le Stelle

Questa è un’intervista che nasce durante il suo punto di popolarità più alta, che è quello nel quale più di 4 milioni di telespettatori lo hanno visto danzare sul primo canale nazionale all’interno della trasmissione di punta del sabato sera di Raiuno. Alle spalle, però, Simone Casula, prima di essere uno dei sei maestri di ballo finalisti dello show Ballando con le Stelle, condotto da Milly Carlucci e giunto alla sua diciassettesima edizione, è un eccezionale professionista con ventisette anni di carriera alle spalle:

“Ho iniziato a muovere i primi passi sin da piccolo. A quattro anni i miei genitori, mi hanno portato a scuola di danza. All’epoca la scuola distava pochi chilometri da casa, esattamente a Sanluri. La mia passione era già al massimo, già sapevo dove volevo arrivare”

Esattamente dove?

“Guardavo Heather Parisi e volevo essere esattamente nel suo mondo. Sono cresciuto guardando la sua danza in tv, e da Samassi, paese in cui sono nato e cresciuto, ho deciso di provarci. I miei genitori mi hanno solo dato una regola, ossia quella di proseguire con la scuola, e poi sono stato libero di crescere, praticando la mia disciplina preferita”

Nove titoli italiani e un titolo mondiale di danza latino-americana. Un bel curriculum.

“Su ventisette anni di carriera, sono una bella soddisfazione. Io ho cominciato con latino-americano, poi ho fatto anche danza classica e non viceversa. Diciamo che per fare il salto di qualità, gli strumenti che il classico ti dona, servono eccome”

Per diventare campione del mondo, quante ore di danza servono?

“(ride n.d.r.) Ore? Sono anni! Anni in cui sono stato disposto a rinunciare alle serate fuori con gli amici, alle vacanze, alle gite scolastiche. Non solo per le ore che, finita la scuola o nei weekend, passavo in palestra, ma anche per l’investimento economico che questa scelta richiede. Ho viaggiato molto, anche perché le partner con cui ho danzato negli anni, appartenevano magari a paesi come la Danimarca o il Belgio. E le competizioni all’estero sono all’ordine del giorno”

Su un quotidiano sardo ha dichiarato che una maestra elementare la scoraggiò molto rispetto al fatto di intraprendere uno sport come la danza. Il provincialismo struttura?

“Beh sì, ma lei mi ha fatto un favore, perché messaggi del genere a me hanno spronato. Ho fatto ancora più affidamento sulle mie forze e ho avuto ancora più voglia di arrivare dove volevo arrivare. Voglio specificare che nonostante abbia vissuto un’adolescenza in un momento in cui queste discipline, se praticate da ragazzi, portavano con sé alcuni pregiudizi, indice di grande ignoranza, io ho avuto la famiglia, nonna in particolare che è una mia grande fan, e gli amici sempre dalla mia parte”

Come sta ora la danza in Sardegna?

“Ci sono molte scuole, ma da sempre. Vedo tanti ragazzi che scelgono la danza come disciplina. Bisogna saper scegliere i maestri a cui affidarsi, perché è facile trovare persone che con facilità si affibbiano il titolo di maestri e magari non hanno ancora maturato le competenze per farlo. È un lavoro molto duro, molto difficile, in cui non serve solo la disciplina, ma anche la preparazione e una visione molto precisa”

In televisione lei arriva solo quest’anno. Una scelta?

“Non ho preso parte, come qualcuno ha scritto, ad altre trasmissioni prima di Ballando con le Stelle. Sono stato contattato dalla produzione, hanno voluto incontrarmi per vedermi ballare e poi mi hanno detto che avrei preso parte a questa edizione. Ci sono arrivato dopo molti anni di carriera, e con lo spirito giusto. È stata una bellissima esperienza, che spero possa ripetersi”

Scelte come queste nel mondo della danza sono un’opportunità o in qualche modo sono viste in maniera negativa?

“Io sapevo benissimo che ciò che volevo era arrivare a danzare in televisione. Credo che sia nelle aspirazioni di ogni professionista, capire quali scelte siano le migliori opportunità per la propria carriera. Nel mio caso, è stata un’opportunità voluta, cercata e che mi sono goduto appieno”

Lasciati momentaneamente i panni di maestro di danza latino-americana in tv, quali saranno i suoi futuri impegni?

“Trascorrerò qualche settimana in Sardegna, poi il mio 2023 è tutto in divenire. Ho qualche proposta sul tavolo, ma devo costruire ancora l’anno che verrà”

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