Sabbatini-Ntotila. Un filo rosso tra Sant’Antioco e Sarroch lungo 33 anni.

(Photo Credits: Gianluca Ghiani)

La storia pallavolistica spesso è sceneggiatrice. 28 aprile 1990. Franco Sabbatini, da posto quattro, chiude a Sant’Antioco la serie che permette ai lagunari di conquistare la serie A. 20 maggio 2023. Floride Ntotila, da posto quattro, regala alla Polisportiva Sarroch la prima A3 della sua storia. La Sardegna torna in serie A, dopo 15 lunghi anni di anticamera e lo fa anche grazie all’opera di questo ragazzone spericolato e coraggioso nel gioco, che a microfoni aperti, nel dopopartita, ha solo la premura di salutare mamma, che di certo sarà stato davanti alle telecamere di Directa Sport, ad applaudire Flo. 

Trovo molte, moltissime analogie tra l’Ntotila di oggi e quei giocatori come Sabbatini di ieri. Gente che è arrivata in Sardegna per inseguire un sogno, una carriera, e che è rimasta travolta da tutto quello che l’isola del volley è in grado di farti provare. Giocatori che ti vogliono dare tutto e molto di più di sé stessi, perché capiscono che è il loro unico modo per dimostrare la propria gratitudine. Ragazzi che non scelgono lo sport per il suo lato più incapricciato e mediatico, ma perché nelle loro vene scorre il sangue della pallavolo. Quest’anno, riprendendo le parole del suo compagno di squadra Pisu, Flo ha giocato un anno mostruoso. Concordo. Ha dato tutto. Dimostrando che la B è ormai una casacca troppo stretta per lui, non solo per Sarroch. 

Ph: Gianluca Ghiani

Chissà se questa storia proseguirà come nel caso di Sant’Antioco, con una scalata verso l’alto che ha visto la Sardegna avanzare di anno in anno, di nuovo, ancora. Di certo è che uno dei tanti punti in comune l’ho trovato nel ricordo di una chiusura di match che porta dietro di sé la nostalgia di una pallavolo che ho rivisto ieri negli occhi, nelle mani, nei gesti di Flo e di tutta Sarroch.

Grazie a Tore Cabras, coscienza pallavolistica, che in un’epoca in cui non si filmava niente e si scriveva solo su carta, ha confermato il ricordo. E grazie a Gianluca Ghiani, uno che la pallavolo non solo la gioca bene, ma la fotografa altrettanto bene.

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