A tu per tu con Daniela Bulaich. Il volley, l’Hermaea e l’amore per il mare.

Photo Credits: Luigi Canu

La parentesi italiana di Daniela Simian Bulaich è un crocevia tra le due isole maggiori, la Sicilia e la Sardegna, in un susseguirsi di stagioni. Arrivata a Catania lo scorso anno, Daniela si è subito fatta notare per il suo temperamento e per la classe del suo gioco, con cui quest’anno ha deciso di rendere grande l’Hermaea Olbia, squadra che attualmente si gioca la pool promozione della serie A2 di volley femminile:

“Stiamo giocando la pool promozione e l’obiettivo finale è quello di concludere la stagione nel migliore dei modi. Siamo rimaste tutte molto soddisfatte dall’aver centrato i playoff e ora vorremo poter chiudere l’anno con qualche successo in più che si aggiungerebbe ad un anno già molto bello di per sé”

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Maurizio Cinus: l’Olanda del grande calcio con la Sardegna nel cuore

Succede che Maurizio Cinus risulti essere l’intervista più cliccata dello scorso anno. Succede che le persone che nei mesi hanno scritto alla pagina di Sportisola per sapere dove fosse finito il talento calasettano, si sono moltiplicate pian piano. Succede che Maurizio è uno di quei ragazzi a cui umanamente si finisce per legarsi, perché l’onestà, ma anche la fragilità e assieme la forza e la speranza che esprime, crei un bel mix. Con Maurizio ci scriviamo nei mesi successivi alla fine della sua avventura in Sardegna. Ha deciso di andare all’estero, ma è restio a parlare, perché non è un momento semplice da gestire. Il distacco, il fare i conti con scelte che possono apparire più grandi di ciò che sono, la novità, le aspettative e le delusioni, non lo rendono tranquillo.

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10, 100, 1000 Alessandro Werlich nel basket e nell’azzurro di Calasetta.

Ci sono amori che (non) finiscono. Fanno giri immensi, e poi ritornano. 

Se potessi spiegare Calasetta e il cuore di Alessandro Werlich, che è immenso nei confronti di una delle isole più belle del mondo (oggi concedetecelo), con una canzone, userei questa frase di Antonello Venditti. La storia di Alessandro nel basket calasettano parte da un’apparente punizione, che si trasforma in opportunità e che alla fine diventa un’occasione di rinascita e vita:

“Sono onesto. All’inizio è stata una scelta quasi obbligata. Nel senso che io ero contrarissimo al venire in Sardegna, dopo anni di B non volevo scendere di categoria, perché la vedevo come una sconfitta. In Sardegna non ero mai stato, quindi dicevo “cosa vado a fare?”. Arrivavo da un anno in Molise e in più un altro anno in Sardegna, in un’isola. Al mio procuratore ho detto “chi me lo fa fare?”. Lui ha insistito dicendomi che era una bella opportunità, che la società era ambiziosa e che era un bel progetto”

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Semplicemente Tahar Ben Amara. Il cuore, la spada, il Cus Cagliari.

È una delle prime volte, in cui, conclusa l’intervista, capisco di non avere nessuna intro da scrivere. È talmente bravo a raccontarsi Tahar Ben Amara, che non c’è bisogno di aggiungere alcuna riga. Voglio solo esprimere un pensiero, poco giornalistico e molto personale. Ossia che la passione, l’amore per lo sport, la disciplina, lo stile, che traspare dalle righe che seguiranno, sono il frutto di un’educazione che Ben Amara ha ricevuto da due genitori, che alla persona che scrive queste poche righe, hanno donato molto. 

Due insegnanti universitari, anche un po’ di vita, che ricordo con grande affetto. 

Leggendo ciò che ci siamo scritti con Tahar nei giorni scorsi, sono tornato indietro di 20 anni, e per questo voglio ringraziarlo ancora. 

Si è laureato campione regionale qualche settimana fa. Che obiettivi si è posto per il 2023?

Mi sono laureato campione regionale assoluto di spada in una gara che si è tenuta in casa, al Cus Cagliari, e che quindi ha avuto un sapore ancora più gradevole. Gli obiettivi iniziali che mi ero posto per il 2023 riguardavano la qualificazione ai Campionati Italiani Assoluti, gara riservata ai migliori 100 spadisti d’Italia (che ho ottenuto tramite l’8º e il 18º posto delle due gare nazionali di qualifica), e la promozione in A2 con la squadra di spada maschile, categoria che la scorsa stagione è sfumata per una sola stoccata. Ora che la qualifica agli Italiani individuali è stata ottenuta sogno una gara da podio o da primi 8, essendo ben consapevole che è un obiettivo molto difficile ma essendo anche consapevole delle mie capacità ed esperienza di gara. In ultima battuta, ma non per ordine di importanza, a maggio dovrò difendere anche il titolo di Campione Italiano Master (vinto nel 2018 e nel 2022) in una gara che si svolgerà a Cagliari. Da atleta sarà la mia prima gara nazionale della vita nella città dove sono nato e cresciuto e venderò cara la pelle per conservare il titolo.

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Floride Ntotila. La finale di Coppa Italia, la stagione magica di Sarroch e l’amore per la Sardegna.

Impossibile non notarlo nel campo di Sarroch. Arriva dove altri sognano di toccare palla, attacca qualsiasi pallone e dimostra di avere un’intesa perfetta con Victor Zivojinovic. Floride Ntotila è uno dei gioiellini della squadra che sta cercando di battere qualsiasi record nella serie B maschile di volley. Imbattuta da venti turni (diciotto di campionato e due di coppa), oltre che a 10 punti dalla seconda del girone, quel Cus Cagliari che lui conosce molto bene.

Ntotila, dica la verità. Volete battere qualsiasi record?

“Sabato è arrivata la diciottesima vittoria in campionato e la 20esima complessiva, contando anche la fase di qualificazione per la Coppa Italia. L’obiettivo è quello di continuare a spingere più che possiamo, mantenere questo tipo di continuità  continuando ad esprimere il nostro gioco in ogni occasione, indipendentemente dall’avversario e non guardando la classifica e i punti che ci separano”

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Ferrini Quartu nel segno di un nostalgico e sognante Mauro Graviano

Di Roberto Zucca

(foto di Simone Boi)

Fa sognare Quartu e tutto il suo basket partita dopo partita. Mauro Graviano è ciò che si direbbe sportivamente un condottiero, un trascinatore. È un giocatore capace di far sognare con le sue giocate e le sue parole, figlio di un basket che stento a trovare se non in pochi come lui. Mauro arriva da una personale e in generale molto positiva stagione, nella quale la Ferrini Quartu sta dominando il campionato di C regionale. L’ultimo successo lo ha centrato con il Sant’Orsola, squadra ostica, sconfitta sabato per 89-58:

“Era una partita molto importante, sia perché le precedenti due sfide quest’anno le abbiamo perse, e sia perché vincendo li avremmo un pochino allontanati, in ottica di griglia playoff. Per questo motivo ci siamo preparati bene in settimana, nonostante qualche assenza. Ci siamo presentati senza Pedrazzini e Saba, ma a loro mancavano elementi importantissimi come Casula, Pilo e Basoli, ma sono comunque una squadra fortissima. Noi abbiamo fatto ciò che dovevamo fare, non sottovalutandoli per le assenze. Abbiamo messo suo binari giusti la partita da subito, riuscendo a far ruotare anche i ragazzi più giovani”

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Lorenzo Patta. Un oro olimpico e ancora tanta voglia di sognare

Qualche ora prima di intervistarlo, voglio riguardare ancora ciò che è riuscito a fare nel 2021. Apro Youtube, è tra i video che ho salvato. Mi piace riguardare quel momento, ascoltare la telecronaca di Bragagna e la parola Italia che urla esattamente al secondo 37’50’’. Filippo Tortu corre verso Lorenzo Patta, lo travolge. Lui crolla a terra, incredulo. Stacco di camera verso i britannici. L’Italia vince la medaglia d’oro nella 4×100 maschile. Lorenzo Patta, Marcel Jacobs, Fausto Desalu, Filippo Tortu. Io sono ancora lì. Ho la stessa emozione di due anni fa? Si. Mi batte il cuore come in quel pomeriggio d’estate? Sempre. Chiamo Lorenzo Patta. Voglio capire cosa prova lui, e quando ha realizzato la vittoria di quella medaglia. Voglio rivivere quell’emozione dalle sue parole. Il mio lavoro regala anche queste fortune:

“Non ho ancora realizzato probabilmente. È stato tutto perfetto, troppo. Quando ho cominciato a fare atletica, i giamaicani dominavano la corsa. C’era Usain Bolt, un mito inarrivabile. Guardavo le sue gare e non avrei mai pensato che un giorno, sopra quel podio, ci sarei potuto essere io, con Marcel, Filippo e Fausto”

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Il momento di Marco Sartirani al Cus Cagliari.

Ph: Andrea Chiaramida

Apparentemente timido fuori dal campo, o almeno, con gli addetti ai lavori, per giudicare appieno il personaggio di Marco Sartirani, basta guardarlo all’interno del campo. È lì che Marco viene fuori per quello che è: indomito, passionale, oltre impavido nel mostrare tutto il suo repertorio pallavolistico, frutto di annate in cui ha saputo conquistare e conquistarsi tanto. Il forte centrale del Cus Cagliari commenta il derby contro Sarroch, andato in onda sabato scorso, e che ai cagliaritani ha offerto una lezione importante da portarsi nel proprio bagaglio dei ricordi e dell’esperienza:

“Secondo me è stata una partita bella da vedere per gli appassionati, proprio perché molto tirata. Per quanto riguarda noi giocatori, dall’interno ti posso dire che è stata una partita molto utile per imparare a gestirsi, sia fisicamente che a livello mentale, per gestire al meglio le emozioni e l’adrenalina. Credo che gare così siano di grande supporto per gestire certe situazioni, che secondo me non si possono allenare se non vivendole in campo, per esempio nei momenti clou del set”

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La nuova stella del tennis sardo si chiama Lorenzo Carboni.

Quando, in una mattina come tante, ho letto il suo nome su un quotidiano, ho pensato a tutte le ore trascorse a guardare il tennis, di giorno, di notte, durante la pandemia. Ho pensato anche a tutte le biografie che ho letto, le più belle. Perché da Open di André Agassi, in poi, il tennis è entrato nel cuore di persone che di una racchetta e di una pallina verde, nemmeno sapevano l’esistenza. Personalmente il tennis mi ha salvato la vita, ma questa è un’altra storia, che forse un giorno racconterò con Lorenzo Carboni. Lorenzo ha 17 anni appena compiuti, e la sera del suo compleanno il regalo decide di farlo a me. Mi ha telefonato, e mi ha raccontato di quando è diventato il più giovane sardo a partecipare agli Australian Open, da Juniores. Era lo scorso mese, e da allora, la Sardegna che ama il tennis e l’Italia che in Lorenzo vede una speranza, tifa per lui:

“È stata un’esperienza incredibile. In tutti i sensi. Ho superato le qualificazioni, e già quello è stato un bellissimo risultato. Entrare in tabellone ha significato esserci. Ero emozionato, ho vissuto l’esordio in un Grande Slam. Avrei potuto forse fare qualcosa di più, ma me la sono goduta. Ho avuto la possibilità di andare a vedere qualche partita, e di respirare quell’aria. Bellissimo”

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Final Four di Coppa Italia di Serie B: il curioso caso dei giorni, degli orari e delle sedi della manifestazione.

Saprete di certo (in caso contrario, vi informo io, miei piccoli lettori) che il Sarroch, la squadra che quest’anno domina il campionato di serie B di volley maschile, giocherà anche la Final Four di Coppa Italia, in programma il 7 e l’8 aprile nella ridente Bologna. Una finale, che a ben vedere, il comunicato della Federazione, si giocherà a partire da venerdì pomeriggio. Come dire, prima finiamo, e prima torniamo a casuccia. Mi sembra bizzarro (ma è Pasqua, quindi magari è un tema pasquale, e quindi se tengo aperto a Natale, non posso tenere aperto anche nel giorno pasquale. In teoria, se il detto fosse confermato, sarebbe più vero il contrario) che una Final Four si giochi di venerdì sera, ma è pur vero che i bambini sono a casa da scuola. Il problema è che i grandi lavorano, e i bambini non ce li possono accompagnare.

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